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Responsabilità Solidale del committente per trattamenti retributivi e previdenziali dei lavoratori dell’appaltatore e di eventuali subappaltatori: alcune cautele per tutelare le aziende appaltanti.

2 Mag 2016

Responsabilità Solidale del committente per trattamenti retributivi e previdenziali dei lavoratori dell’appaltatore e di eventuali subappaltatori: alcune cautele per tutelare le aziende appaltanti.

Nell’ambito di contratto di appalto di opere e servizi, risultano piuttosto complessi i rapporti tra il committente, l’appaltatore e l’eventuale subappaltatore.

Per aversi “subappalto” è necessario il requisito dell’inerenza della prestazione allo specifico oggetto dell’appalto: si avrà subappalto solo se la prestazione del terzo costituisce parte della medesima prestazione oggetto del contratto principale e soltanto previa autorizzazione da parte del committente (art. 1656 c.c.).

Anche in presenza di subappalto, l’appalto resta immutato tra committente ed appaltatore originario, sul quale continua a far carico la responsabilità esclusiva dell’esecuzione dei lavori (cfr., Consiglio di Stato, Sez. V, 20 maggio 2003, n. 2755).

Alla luce di ciò il committente non risponde del corrispettivo spettante all’eventuale impresa subappaltatrice, del quale può essere chiamato in causa solo la parte del contratto di “subappalto”, ossia l’appaltatore originario.

Diversa è la situazione riguardo i “dipendenti” nell’ambito dei contratti di appalto e/o subappalto.

Il comma 2 dell’art. 29, co. 2, d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276 stabilisce che “In caso di appalto di opere o di servizi il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali ulteriori subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori itrattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto, nonchéi contributi previdenziali dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto. […]”.

Tale responsabilità solidale, prevista dalla norma richiamata in capo al committente ha, quindi, ad oggetto tutti i debiti contratti dall’appaltatore e/o dal subappaltatore per i lavoratori impiegati nell’esecuzione delle prestazioni di cui al contratto d’appalto e riguardanti:i trattamenti retributivi(comprese le quote di TFR, come aggiunto dall’art. 21 del Decreto semplificazioni- D.L. n. 5/2012); icontributi spettanti ad INPS, INAIL e Cassa Edile( come aggiunto dall’art. 21 del Decreto semplificazioni- D.L. n. 5/2012).

La norma in commento stabilisce, inoltre, che:

– i debiti contributivi e retributivi dell’appaltatore o del subappaltatore devono essere sorti nel corso dell’esecuzione del contratto di appalto;

– la durata della responsabilità solidale è di due anni dalla cessazione dell’appalto ovvero, in presenza di subappaltatori, dopo due anni dalla cessazione del contratto di appalto.

A tale disciplina si aggiunge quella prevista dall’art.1676 c.c.che garantisce un’azione diretta al lavoratore alle dipendenze dell’appaltatore contro il committente per conseguire quanto a lui dovuto, fino alla concorrenza del debito che il committente ha rispetto l’appaltatore. Tale azione, quindi, consente al lavoratore dell’appaltatore, anche se trascorsi i due anni, di rivalersi nei confronti del committente per ottenere le retribuzioni non corrisposte, entro il limite del debito che il committente ha verso l’appaltatore nel tempo in cui venne proposta la domanda giudiziale. Tale principio vale anche tra appaltatore e dipendenti del subappaltatore (Cass., sez. lav., 19 marzo 2008, n. 7384, Cassazione civile, sez. lav., 22/06/2012,  n. 10439), ma non tra ausiliari del subappaltatore e committente originario.

Sulla questione la circolare n. 5/2011 del Ministro del Lavoro ha precisato che tale regime è applicabile a tutti i lavoratori impiegati in un determinato appalto e/o subappalto e pertanto anche quelli “assunti in nero”.

La vera differenza tra le due tutele riguarda non tanto il credito, ma la responsabilità del committente.

Nell’art. 1676 c.c. essa è subordinata all’esistenza del debito nei confronti dell’appaltatore, con onere della prova a carico del lavoratore che ne chiede il pagamento. Ai fini dell’art. 29 questo presupposto non è richiesto e perciò a nulla rileva l’aver già saldato il corrispettivo dovuto all’appaltatore: il committente potrà essere obbligato a pagare un debito altrui.

Ai fini di scongiurare e rendere meno concreto il rischio di incorrere nella responsabilità solidale sopra descritta, il committente deve munirsi della documentazione necessaria a tutelarsi circa il pagamento da parte dell’appaltatore e del subappaltatore ai rispettivi lavoratori sia della retribuzione che dei contributi previdenziali.

Per quanto riguarda i contributi previdenziali, il DURC è senz’altro un’attestazione che offre qualche garanzia, anche se può accadere che venga falsificato.

Per quanto riguarda l’attestazione della regolarità dei pagamenti delle retribuzioni dei lavoratori alle dipendenze dell’appaltatore e del subappaltatore, il LuL non sembra offrire le stesse garanzie.

Infatti, in tale documento viene riportato il numero e i nominativi dei lavoratori impiegati ma non la circostanza che ad una tale data i lavoratori abbiano percepito regolarmente lo stipendio ed il TFR.

Più utile potrebbe essere richiedere agli appaltatori e ai subappaltatori le quietanze rilasciate dai lavoratori al momento della paga degli stipendi; tuttavia oggi la quietanza non viene rilasciata dai lavoratori in quanto gli stipendi vengono corrisposti per lo più tramite bonifico.

Una soluzione potrebbe essere quella di richiedere le distinte dei bonifici dello stipendio dei singoli lavoratori, ma con ciò si potrebbe incorrere in problemi di violazione della privacy dei lavoratori, poiché l'appaltante verrebbe a conoscenza dell’entità degli stipendi dei lavoratori dell'appaltatore.

Una soluzione praticabile potrebbe essere quella di procedere ad una richiesta, con cadenza mensile, di un documento riportante il nome dei lavoratori e la loro sottoscrizione, con la quale ciascuno di essi di aver ricevuto lo stipendio relativo al mese in questione.

Avv. Michele Anichini

Dott. Alessio Chelini