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IL DEBITORE NON PAGA E SEMBRA NON AVERE BENI DA PIGNORARE? FORSE E’ POSSIBILE FARE QUALCOSA

11 Nov 2015

IL DEBITORE NON PAGA E SEMBRA NON AVERE BENI DA PIGNORARE? FORSE E’ POSSIBILE FARE QUALCOSA

 

Art.492-bis.Codice di Procedura civile.Ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare .

Su istanza del creditore, il presidente del tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede, verificato il diritto della parte istante a procedere ad esecuzione forzata, autorizza la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare………..il presidente del tribunale o un giudice da lui delegato dispone che l'ufficiale giudiziario acceda mediante collegamento telematico diretto ai dati contenuti nelle banche dati delle pubbliche amministrazioni e, in particolare, nell'anagrafe tributaria, compreso l'archivio dei rapporti finanziari, e in quelle degli enti previdenziali, per l'acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l'individuazione di cose e crediti da sottoporre ad esecuzione, comprese quelle relative ai rapporti intrattenuti dal debitore con istituti di credito e datori di lavoro o committenti.

 

Tale norma, purtroppo, non è ancora stata attuata per cui gli Ufficiali Giudiziari non sono in grado di accedere alle banche dati della pubblica amministrazione e all’anagrafe tributaria.

Segnalo però che al Tribunale di Milano il Presidente ha autorizzato l’accesso diretto del creditore proprio a causa del non funzionamento delle strutture tecnologiche necessarie a consentire l’accesso diretto da parte dell’Ufficiale Giudiziario.

 

Il Presidente del Tribunale di Milano ha ritenuto che l'istanza ex art. 492-bis c.p.c. possa essere accolta anche in caso di non funzionamento delle strutture tecnologiche necessarie a consentire l'accesso diretto da parte dell'ufficiale giudiziario alle banche date contemplate dall’art. 492-bis c.p.c. e, pertanto, ha autorizzato l'accesso diretto del creditore.

di Mariangela Buongiorno

Il caso

Con istanza exart. 492-bis c.p.c. il creditore ha richiesto al Tribunale di Milano l'autorizzazione all'accesso diretto alle banche dati indicate dalla predetta norma. Rappresentandone l'urgenza, nella medesima istanza, il creditore ha richiesto di essere autorizzato alla ricerca telematica dei beni da pignorare antecedentemente alla notificazione dell'atto di precetto.

Sulla scorta di ciò, con provvedimento presidenziale del 28 ottobre 2015, il Tribunale di Milano ha accolto l'istanza formulata e autorizzato il creditore all'accesso richiesto.

A sostegno della propria decisione il Presidente ha sostenuto che, a norma dell'art. 155-quinques disp.att.c.p.c. come risultante a seguito del D.L. n. 83 del 2015 convertito, con modificazioni, nella L. n. 132 del 2015, "l'istanza volta ad ottenere l'autorizzazione l'accesso alle banche dati indicate nell'art. 492-bis c.p.c. possa essere ora accolta anche in caso di non funzionamento delle strutture tecnologiche necessarie a consentire l'accesso diretto da parte dell'ufficiale giudiziario alle banche dati contemplate in tale norma e a quelle individuate con il decreto di cui all'articolo 155-quater, primo comma."

Contesto normativo

L'art. 492-bis c.p.c. prevede che, su istanza del creditore, il presidente del tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede, verificato il diritto della parte istante a procedere ad esecuzione forzata, può autorizzare la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare.

Come è noto il D.L. n. 83 del 2015, convertito, con modificazioni, nella L. n. 132 del 2015, è intervenuto sulla norma indicata eliminando ogni riferimento al creditore procedente e precludendo la proposizione dell'istanza prima che sia decorso il termine indicato nel precetto e, in ogni caso, prima che siano decorsi dieci giorni dalla notificazione del precetto.

Un'altra importante novità introdotta dalla riforma è che, se vi è pericolo nel ritardo, il presidente del tribunale può autorizzare la ricerca telematica dei beni da pignorareprima della notificazione del precetto.

Sulla scorta della predetta autorizzazione, il presidente del tribunale o un giudice da delegato, dispone che l'ufficiale giudiziario acceda, mediante collegamento telematico diretto, ai dati contenuti nelle banche dati delle pubbliche amministrazioni, e, in particolare, nell'anagrafe tributaria, compreso l'archivio deirapporti finanziari, ed in quelle deglienti previdenzialiper l'acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l'individuazione di cose e crediti da sottoporre ad esecuzione, comprese quelle relative ai rapporti intrattenuti dal debitore con istituti di credito, datori di lavoro o committenti.

Al riguardo si evidenzia che il convertito D.L. n. 83 del 2015 ha soppresso ogni riferimento alla possibilità per l'ufficiale giudiziario di accedere alle banche dati alle quali le PP.AA. possono accedere nonché all'accesso alle banche dati del pubblico registro automobilistico.

Si ricorda che la richiamata riforma altresì ha interessato l’art. 155-quater disp.att.c.p.c., prevedendo l'onere per il Ministero della Giustizia di pubblicare sul portale dei servizi telematici l'elenco delle banche dati per le quali è operativo l'accesso da parte dell'ufficiale giudiziario per le finalità di cui l’art. 492-bis c.p.c.

Norma, questa, che, ad oggi, non risulta ancora attuata stante la mancata adozione dei decreti ministeriali ivi previsti.

In via transitoria, dunque, il creditore può avvalersi l’art. 155-quinques disp.att.c.p.c., secondo cui, se le strutture tecnologiche necessarie a consentire l'accesso diretto da parte dell'ufficiale giudiziario alle banche dati di cui l’art. 492-bis c.p.c. e quelle individuate dall’art. 155-quater c.p.c. non sono funzionanti, il creditore, munito dell'autorizzazione ex art. 492-bis c.p.c., può ottenere dai gestori delle banche dati previste dal predetto articolo e dall'art. 155-quater disp.att.c.p.c. le informazioni nelle stesse contenute. Con l'entrata in vigore della citata riforma legislativa, tale disposizione si applica limitatamente a ciascuna delle banche dati comprese nell'anagrafe tributaria, ivi incluso, l'archivio dei rapporti finanziari, nonché a quelle degli enti previdenziali, sino all'inserimento di ognuna di esse nell'elenco di cui l’art. 155-quater disp.att.c.p.c.

Considerazioni finali

Alla luce del quadro normativo delineato, come anche riscontrabile nella fattispecie riportata, un qualsiasi creditore -quindi non più soltanto il procedente- può ottenere l'accesso diretto alla banche dati pubbliche per la ricerca telematica dei beni da pignorare, attesa la notoria mancanza dei decreti ministeriali di cui l’ 155-quater disp.att.c.p.c nonché il malfunzionamento delle strutture tecnologiche necessarie a consentire l'accesso diretto da parte dell'ufficiale giudiziario alle banche dati contemplate dagli artt. 492-bis c.p.c. e 155-quater disp.att.c.p.c.

Riferimenti giurisprudenziali circa l'ammissibilità dell'accesso diretto del creditore

Trib. Napoli, 24 dicembre 2014; Trib. Mantova, 3 febbraio 2015; Trib. Bari, 3 giugno 2015.

Riferimenti pratici

L'istanza exart. 492-bis c.p.c. va depositata nella sezione Volontaria giurisdizione, con il codice oggetto 490999 (altri istituti camerali e di volontaria giurisdizione), ed accompagnata dal versamento del contributo unificato di iscrizione a ruolo pari ad Euro 43,00.

Trib. di Milano, 28 ottobre 2015