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Danni da malasanità: azione civile o azione penale?

13 Nov 2014

Danni da malasanità: azione civile o azione penale?

In tutti i casi in cui si è stati vittima di un caso di malasanità, come un errore nella diagnosi, un ritardo nel soccorso o una operazione chirurgica errata, in presenza di danni alla persona, ci si chiede quale sia la migliore strada da seguire: affidarci ad un avvocato che richieda per noi il risarcimento del danno ad un Tribunale civile o presentare una denuncia agli organi di Polizia, Carabinieri o, direttamente, alla Procura della Repubblica per la punizione dei responsabili?

Innanzitutto è necessario chiarire che le due azioni, civile e penale, hanno destinatari e finalità completamente differenti.

Infatti l’azione civile viene esperita dal danneggiato o dai parenti della vittima nei confronti del medico responsabile e/o dell’ospedale o struttura sanitaria di cui fa parte questo e ha come finalità l’ottenimento del risarcimento del danno subito, ossia il pagamento di una somma di denaro.

In materia penale, invece, dopo che il danneggiato ha presentato una denuncia-querela, è solo il PM che, ove ne ravvisi gli estremi, può esercitare l’azione penale contro l’indagato.

Il processo penale poi ha come finalità la punizione del responsabile che, ovviamente, potrà essere solo una persona fisica e quindi un medico o un infermiere e mai l’ospedale.

Nell’ambito del processo penale il danneggiato può costituirsi parte civile chiedendo sostanzialmente la condanna del responsabile (solo il medico e non l’ospedale) al risarcimento del danno.

Premesso questo, ritengo che nella maggior parte dei casi sia preferibile esperire l’azione civile rispetto a quella penale per il più favorevole nesso causale ai fini dell’affermazione della responsabilità.

In termini molto semplicistici, si può dire che, mentre in campo civile per aversi una condanna basta che sia accertato nel corso del processo che l’azione o l’omissione del medico abbiano cagionato l’evento in termini di probabilità (“più probabile che non”), in campo penale, per aversi la condanna del medico è necessario la certezza “oltre ogni ragionevole dubbio” che il danno al paziente sia stato la conseguenza dell’azione o dell’omissione del medico imputato, altrimenti si avrà l’assoluzione e nessun risarcimento.

Vi sono però dei casi in cui consiglierei di presentare anche una denuncia penale oltre a quella civile e questo quando vi siano esigenze di acquisizione di documenti, altrimenti inaccessibili, oppure quando quelli esistenti potrebbero essere stati contraffatti (es. cartella clinica).

In casi del genere la polizia giudiziaria durante le indagini può reperire documentazione importante che poi potrebbe tronare utile nel giudizio civile.

Avv. Michele Anichini