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In caso di sinistro stradale anche il conducente risponde del danno subito dal passeggero che non abbia indossato la cintura di sicurezza o il casco di protezione.

3 Ott 2017

In caso di sinistro stradale anche il conducente risponde del danno subito dal passeggero che non abbia indossato la cintura di sicurezza o il casco di protezione.

Recente giurisprudenza, sia penale che civile, ha per la prima volta affermato il principio secondo cui al conducente di auto o moto deve essere attribuita una quota di responsabilità per il danno subito dal passeggero che si sia verificato (in tutto o in parte) a causa del mancato uso delle cinture su una automobile o del mancato uso del casto su una moto.

Tali pronunce operano una distinzione tra l’illecito amministrativo, di cui risponde il passeggero autore dell’infrazione e la responsabilità civile, dove alla responsabilità del trasgressore si aggiunge quella del conducente.

Il ragionamento parte dal presupposto che il conducente di un autoveicolo o di una moto “non può porre o tenere in circolazione lo stesso, se si è reso conto che qualcuno dei trasportati non si conforma alle regole stabilite dalla normativa sulla circolazione stradale”.

Infatti, è vero che egli può non essere il destinatario della norma (come nella fattispecie dell'obbligo per il trasportato di indossare la cintura o il casco), ma egli rimane pur sempre colui che rende possibile la "circolazione" del veicolo con a bordo il trasportato, e quindi, sotto un profilo di normale diligenza, ha l'obbligo di far effettuare detta circolazione in sicurezza e nel rispetto delle norme.

La conclusione di tale ragionamento è che il conducente di un veicolo è tenuto, in base alle regole della comune diligenza e prudenza, ad esigere che il passeggero indossi la cintura di sicurezza o il casco ed, in caso di renitenza, anche rifiutarne il trasporto o sospendere la marcia; ciò a prescindere da chi sia il destinatario dell’obbligo dal punto di vista amministrativo (Cass. 8.11.2012 n. 43449 e trib. Napoli 25.9.13).

A nostro parere tale posizione della Giurisprudenza è assolutamente da condividere alla luce delle norme positive, dei principi generali e anche di un semplice criterio di

ragionevolezza.

Infatti, è il conducente del veicolo che ha la responsabilità del trasportato ed è infatti questo  che risponde in caso di danni. E’ lo stesso conducente che ha l’obbligo di ottenere il titolo abilitativo alla guida (la patente) ed è sempre lui che non deve essere sotto l’effetto di alcol durante la marcia.

Il passeggero può non avere la patente, non avere l’età richiesta dalla

legge per la guida e potrebbe per assurdo anche essere trasportato sotto l’effetto di alcol o altre sostanze.

Non si può che concordare,  quindi, con la posizione della Suprema Corte secondo cui il conducente, prima di mettersi in marcia, deve assicurarsi che il passeggero abbia indossato il casco o le cinture e, in caso di rifiuto, debba astenersi dal

mettersi in moto. Ove il conducente decida comunque di mettersi in marcia, nonostante che il suo passeggero sia privo del casco di protezione o delle cinture, si può ragionevolmente presumere che abbia  accettato di assumersi il rischio dell’eventuale maggior danno che dovesse accadere al suo passeggero in caso di sinistro e che quindi ne debba rispondere in quota parte.